venerdì 5 giugno 2015

Le golden Lady asfaltate e la moglie di Cesare.

I

Io, di golden gol ricordo quello di Trezeguet, nella finale degli europei Italia-Francia nel 2000. Un’invenzione del 1993 miseramente accantonata nel 2004 a favore della lotteria dei rigori. Non si uccide un’emozione. Perché il golden gol era così: chi segna per primo ai tempi supplementari vince, la partita finisce e tutti a casa. Vincere sul filo del rasoio, vincere quando gli altri attendono i rigori, vincere anche per fortuna, per caso. Può capitare. Nello sport sicuramente. In politica, dove tutto è organizzazione, pianificazione e strategia capita un po’ meno. Ma, si sa, in questo momento gonfio di aria gassata tutto poteva succedere. Così pensava Alessandra Moretti, nota al pubblico come Ladylike, quando il 29 maggio ha allegramente twittato: “Sono convinta che alla regionali faremo un 7 a 0 e quello del Veneto sarà un golden goal.” La sconfitta sul Veneto era in qualche modo messa nel conto ma non così sonora ed impietosa: ventotto punti di differenza tra lei e Zaia riconfermato, a furor di popolo, governatore della antica regione “bianca”. La Moretti, ormai senza schiuma (il riferimento è, chiaramente ad una nota casa produttrice di birra) non ha rilasciato ulteriori commenti e al golden gol non è arrivata anche perché la partita era conclusa fin dal primo tempo e non c’era chiaramente la necessità di arrivare ai supplementari. La ragazza, immagino, se ne farà una ragione. E’ giovane e spregiudicata. Magari cambia look e pettinatura perché, a quanto pare, la linea politica resta quella: birra e gassosa e zero programmazione politica che, in questi tempi pare proprio non sia obbligatoria.

Deve averlo pensato anche Flavia Loche, candidata sindaco a Tonara, eletta con il 52,2% dei voti. La Professoressa Loche è la moglie dell’ex sindaco Pier Paolo Sau, arrestato nell’ambito di un’indagine della Procura di Oristano, attualmente libero e in attesa di processo. Il nuovo sindaco era sicuramente presentabile ed eleggibile. Non occorre una commissione antimafia però per ricordare la famosa storia della “moglie di Cesare” – in questo caso modificata – perché etica avrebbe voluto che la moglie di un indagato (ed indagato per fatti commessi quando era sindaco del suo paese) avrebbe dovuto rifiutare una candidatura così poco prudente. Ma si sa, a volte gli elettori sono imprevedibili e stavolta hanno tranquillamente soprasseduto alle ragioni di opportunità ritenendo che la moglie di Cesare poteva governare al posto di un Cesare indagato. Infine, segnalo gli ottantotto voti di una che una volta era Lady-strike. Francesca Barracciu non ha colpito nessun birillo nel suo paese e la sua coalizione ha sonoramente perduto. Chissà se metterà nel suo curriculum questo piccolo intoppo lei che ha sempre elencato tutte le sue brillanti vittorie a furor di popolo. Popolo che, in questo caso, le ha voltato le spalle. Tempi duri per le Lady. Ma, per fortuna, c’è sempre un modo per ripartire: sorridere e non parlare di politica seguendo, purtroppo, i pessimi esempi lanciati dagli uomini. Buona festa della Repubblica a tutti. Nonostante tutto i nostri padri, il 2 giugno 1946, votarono con pensieri più lungimiranti.