mercoledì 10 giugno 2015

PASSU E TRESE ,NOI I GALUSE'

Tenore d'Oniferi "Galusè"

Coro Peppinu Mereu - Galusè

Su testamentu

SU TENORE PADRESU a sas proas de Su Testamentu de Peppinu Mereu

Cordas et Cannas - Su testamentu

Tenore de Orgosolo de su 1961 - Su testamentu de Peppinu Mereu

A Peppinu Mereu

peppino mereu -Solferino

Ballu de Tonara

TONARA

Tonara - Piccola Grande Italia

venerdì 5 giugno 2015

Le golden Lady asfaltate e la moglie di Cesare.

I

Io, di golden gol ricordo quello di Trezeguet, nella finale degli europei Italia-Francia nel 2000. Un’invenzione del 1993 miseramente accantonata nel 2004 a favore della lotteria dei rigori. Non si uccide un’emozione. Perché il golden gol era così: chi segna per primo ai tempi supplementari vince, la partita finisce e tutti a casa. Vincere sul filo del rasoio, vincere quando gli altri attendono i rigori, vincere anche per fortuna, per caso. Può capitare. Nello sport sicuramente. In politica, dove tutto è organizzazione, pianificazione e strategia capita un po’ meno. Ma, si sa, in questo momento gonfio di aria gassata tutto poteva succedere. Così pensava Alessandra Moretti, nota al pubblico come Ladylike, quando il 29 maggio ha allegramente twittato: “Sono convinta che alla regionali faremo un 7 a 0 e quello del Veneto sarà un golden goal.” La sconfitta sul Veneto era in qualche modo messa nel conto ma non così sonora ed impietosa: ventotto punti di differenza tra lei e Zaia riconfermato, a furor di popolo, governatore della antica regione “bianca”. La Moretti, ormai senza schiuma (il riferimento è, chiaramente ad una nota casa produttrice di birra) non ha rilasciato ulteriori commenti e al golden gol non è arrivata anche perché la partita era conclusa fin dal primo tempo e non c’era chiaramente la necessità di arrivare ai supplementari. La ragazza, immagino, se ne farà una ragione. E’ giovane e spregiudicata. Magari cambia look e pettinatura perché, a quanto pare, la linea politica resta quella: birra e gassosa e zero programmazione politica che, in questi tempi pare proprio non sia obbligatoria.

Deve averlo pensato anche Flavia Loche, candidata sindaco a Tonara, eletta con il 52,2% dei voti. La Professoressa Loche è la moglie dell’ex sindaco Pier Paolo Sau, arrestato nell’ambito di un’indagine della Procura di Oristano, attualmente libero e in attesa di processo. Il nuovo sindaco era sicuramente presentabile ed eleggibile. Non occorre una commissione antimafia però per ricordare la famosa storia della “moglie di Cesare” – in questo caso modificata – perché etica avrebbe voluto che la moglie di un indagato (ed indagato per fatti commessi quando era sindaco del suo paese) avrebbe dovuto rifiutare una candidatura così poco prudente. Ma si sa, a volte gli elettori sono imprevedibili e stavolta hanno tranquillamente soprasseduto alle ragioni di opportunità ritenendo che la moglie di Cesare poteva governare al posto di un Cesare indagato. Infine, segnalo gli ottantotto voti di una che una volta era Lady-strike. Francesca Barracciu non ha colpito nessun birillo nel suo paese e la sua coalizione ha sonoramente perduto. Chissà se metterà nel suo curriculum questo piccolo intoppo lei che ha sempre elencato tutte le sue brillanti vittorie a furor di popolo. Popolo che, in questo caso, le ha voltato le spalle. Tempi duri per le Lady. Ma, per fortuna, c’è sempre un modo per ripartire: sorridere e non parlare di politica seguendo, purtroppo, i pessimi esempi lanciati dagli uomini. Buona festa della Repubblica a tutti. Nonostante tutto i nostri padri, il 2 giugno 1946, votarono con pensieri più lungimiranti.

giovedì 4 giugno 2015

Tonara, effetto Sindacopoli al contrario Il successo di Flavia Loche, moglie dell’uscente Pier Paolo Sau: «Un segno di stima per il suo operato» di Paolo Merlini

Tonara, effetto Sindacopoli al contrario





TONARA. Flavia Loche si è presentata in municipio alle nove del mattino di lunedì primo giugno, appena cinque ore dopo la conferma della vittoria arrivata a tarda notte nel testa a testa con l’altra donna aspirante sindaco, Sebastiana Porru. Elegante ma sportiva, con indosso uno spolverino corto beige, doppio filo di perle al collo e borsa di Louis Vuitton, ha salutato il commissario che da qualche settimana amministra Tonara, il quale ha preso atto del suo insediamento.

Poi un salto all’istituto comprensoriale che dista poche decine di metri, dove Flavia Loche ha dato le dimissioni dall’incarico di vice direttore didattico. Farà il sindaco a tempo pieno, insomma, anche se di fare politica in prima persona questa donna di 41 anni, insegnante di sostegno, non ne voleva sapere sino all’aprile scorso, quando suo marito, il primo cittadino Pier Paolo Sau, prossimo a candidarsi per il secondo mandato, era stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti della procura della Repubblica di Oristano, la nota Sindacopoli. «Già in precedenza mi era stato chiesto di impegnarmi in prima persona, per dare un maggiore segnale di presenza femminile. Ma ho deciso di accettare solo dopo la vicenda che ha visto protagonista suo malgrado mio marito».

Sono 59 i voti che separano Flavia Loche e Sebastiana Porru, su 1317 voti validi. Pochi punti percentuali che però sono serviti a fare la differenza. Come interpreta il voto il nuovo sindaco? «Un segno di stima nei miei confronti ma anche di solidarietà e fiducia verso mio marito. La conferma che secondo la maggioranza degli abitanti di Tonara Pier Paolo ha amministrato con correttezza e onestà».

Il lavoro della magistratura intanto va avanti, e Sau, che incontriamo in un bar insieme ad alcuni sostenitori della lista Po Tonara sempere, ovviamente non si sbilancia sull’inchiesta, ma ribadisce di essere convinto di aver agito in modo trasparente. È soddisfatto del risultato elettorale, che vede anche come un proprio successo, sia pure in modo indiretto. La scorsa tornata elettorale, con un numero di elettori superiore, il distacco tra la sua lista e quella avversaria era stato la metà dell’attuale, 30 voti anziché 59.

La moglie Flavia Loche ha una lieve, comprensibile diffidenza verso i giornalisti, ma accetta di parlare di sé e di quello che intende fare nei prossimi cinque anni. «Tonara ha reagito molto bene, ha capito che la precedente amministrazione ha lavorato per il bene del paese, senza alcun tornaconto personale. Abbiamo registrato la solidarietà immediata di tanti cittadini dopo l’avvio dell’inchiesta, solidarietà confermata ora con il voto. Penso che il successo elettorale sia soprattutto un attestato di stima nei confronti di mio marito. E un segnale concreto del gradimento della sua amministrazione».

Nei programmi di Flavia Loche c’è la continuità con i progetti avviati dalla giunta precedente. Tra gli obiettivi principali c’è la lotta allo spopolamento, con un piano legato allo sviluppo turistico e a una maggiore fruizione del patrimonio naturale, a cominciare dai boschi che avvolgono il paese. C’è poi il recupero del centro storico, che a Tonara è sparso un po’ ai quattro angoli del paese. Come Tesileri, dove la coppia abita con le due figlie in una bella villetta in pietra. «In costruzione da oltre dieci anni», tiene a sottolineare il nuovo sindaco.