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mercoledì 16 gennaio 2013

Su mutu froriu, Ortueri premia i migliori poeti in limba


Su mutu froriu, Ortueri premia i migliori poeti in limba

    di Giovanni Maria Sedda

    ORTUERI. Pienone alla premiazione del concorso di poesia in limba Su mutu froriu. Oltre 60 i poeti partecipanti al concorso. Alcuni dei premiati si sono esibiti nel canto delle loro composizioni. Quelli che non se la sono sentita a proporsi con il canto hanno pregato lo specialista Costantino Casula, anima del concorso e coordinatore della serata, a sostituirli al microfono. L’emozione è diventata palpabile quando ben quattro “muttos” sono stati cantati dalla studentessa diciassettenne Silvia Casula, figlia di Costantino, che del navigato padre ne segue fin da piccola le orme. Aveva appena dieci anni quando in quel di Meana Sardo aveva stupito tutti, duettando col padre. Nel corso della cerimonia ortuerese ha cantato la composizione prima classificata nella sezione riservata ai poeti locali e ancora la prima e la terza della graduatoria assoluta. La sua voce melodiosa e perfettamente intonata alle cadenze tipiche de Su mutu froriu ha commosso tutti.

    Quindi la cerimonia ufficiale delle premiazioni delle poesie sul tema “Sa paghe”. Al primo posto si è classificato Giovanni Piga di Busachi con la composizione “Sa paghe in sos ojos de fiza mia”; al 2° il poeta orgolese Giovanni Pira con “Segnore fala…” e al 3° Gonario Carta Brocca di Dorgali con “S’isposa”. Il premio speciale per la migliore composizione tra i poeti locali l’ha vinto Lino Murru, ingegnere, attualmente residente a Quartu Sant’Elena. Le menzioni d’onore sono andate agli ortueresi Diego Decortes, Salvatore Pusceddu, Pasquale Frongia e Bonaria Loddo, ad Antonio Demelas, Margherita Flore e Anna Maria Serra di Atzar; Giuseppe Carboni e Gesuino Peddes, di Tonara; ad Antonio Longu di Macomer, Basilio Carta di Sedilo, Cosimo Secci di Meana Sardo, Ida Patta di Samugheo, Marco Meloni di Laconi ed Eliano Cau di Sorgono. Numerose anche le segnalazioni.

    La parte del leone l’hanno fatta ancora gli ortueresi con Antonio Concudu, Nicolino Bonu, Giovanni Casula, Salvatore Demontis, Antonietta Macis (risiede a Nuoro), Ignazia Sotgiu (mutu cantato dalla sorella tia Bella Sotgiu) e Raimondo Onali. Le altre segnalazioni sono andate ai tonaresi Nino Sau e Pier Battista Demuru, ai desulesi Salvatore Peddio e Giuseppe Floris, a Giovanni Carboni di Meana, Mario Maccioni di Marano e a Salvatore Murgia di Macomer. Anche ai non premiati gli organizzatori dell’associazione Origini hanno consegnato un attestato di partecipazione. Molto apprezzata la conferenza dell’etnomusicologo dell’università di Cagliari Paolo Bravi.

    domenica 30 dicembre 2012

    SA PAGHE IN SOS OJOS DE FIZA MIA de "Lentore" Giovanni Piga de Busachi - prima poesia classificata - cuncursu regionale de poesia Ortueri - Su Mutu Froriu

    Sa Paghe in sos ojos de fiza mia.
    de "lentore" Giovanni Piga de Busachi

    (isterrida)
     De sa paghe sos sinnos
    chircadu apo pro annos
    ma sempere m'est fuida
    in su meu faghe faghe
    jogat a incara-cua
    ma como su jogare
    de fiza mia biendo
    sèzidi a part'e fogu
    ch'iscardit s'aposentu
    cun d'unu jogu nou
    e sos peincheddos nuos
    che anzonedda i su pradu
    chi solu jogu 'idet
    apo cumpresu totu

    (ammantu)
    de sa paghe sos sinnos

    senza faer avolotu
    mancari non si fidet
    jeo la miro amajadu
    bido sos ojos suos
    e su jogare sou
    sentz'unu pensamentu
     chi l'istrobbet su jogu
    e cunmoviu cumprendo
    pustis tantu chircare
    in s'innossentzia sua
    Inie regnat sa paghe
    s'armonia pius nodida
    bramada dae sos mannos
    ma in  manu a sos pitzinnos.

    mercoledì 14 novembre 2012

    is arregodos prus mannos



    is arregodos prus mannos
    non depeus ismentigare
    deo ddos tegno in su toni
    in custu bellu padente
    poneus fogia de alloro
    e deo ddu naro in cara
    cun gente de bonas intragna
    setzios in custa panchina
    foeddanno a gent'e toneri






    is arregodos prus mannos



    partiu fias ferreri
    asa terra abissina
    e a sa gherre ' ispagna
    torrau a logudoro
    ma in coro semper Tonara
    saludo tott'is parente
    e autugro a tziu Antoni
    chi potzat issu festare
    chentu e chimant'annos


    domenica 28 ottobre 2012

    Poesia, Ortueri rilancia i “frores” con un concorso


    Poesia, Ortueri rilancia i “frores” con un concorso

    ORTUERI. Un nuovo concorso di poesia sarda nasce a Ortueri rivolto ai poeti adulti, donne e uomini residenti in Sardegna, ma anche a emigrati ed emigrate. Quella descritta nel bando dell’associazione...
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      di Giovanni Maria Sedda


      ORTUERI. Un nuovo concorso di poesia sarda nasce a Ortueri rivolto ai poeti adulti, donne e uomini residenti in Sardegna, ma anche a emigrati ed emigrate. Quella descritta nel bando dell’associazione culturale “Origini”, di cui è presidente, Costantino Casula, è la prima edizione del concorso poetico a tema che si intitola “Su mutu froriu”. Il tema è “Sa paghe”. «Lo scopo _ precisa Casula _ è quello di promuovere lo sviluppo e la diffusione dei “frores”, espressione poetica dei nostri antenati. Con l’associazione “Origini”, stiamo portando avanti un piano di lavoro per ristabilire antiche consuetudini e costumi della nostra comunità. Per questo stiamo organizzando il concorso poetico in lingua sarda: per rivalutare la poesia “de su mutu froriu”. In questo modo daremo nuova linfa all’espressività del tempo che fu, alla lingua usata dai nostri padri che ci dà la consapevolezza del nostro passato e che oggi va aiutata a mantenersi viva».

      A tutto ciò servirà, appunto, il concorso poetico di un genere di cui la culla storica è la Barbagia–Mandrolisai e il Sarcidano. Dove, come ricordano i più anziani, avvenivano mitiche sfide tra i poeti improvvisatori più noti in occasione delle grandi sagre, tra le quali quelle di San Mauro (territorio di Sorgono ai confini di quelli di Atzara e Ortueri), Santu Asile di Samugheo, Santu Sarbadore di Meana Sardo, Santa Vida di Asuni e Santa Maria di Tonara. Paesi dove il canto dei “frores” allietava ogni ricorrenza. Soprattutto, però, risuonava durante le feste. «In particolare a Ortueri _ afferma Costantino Casula _ che possiede tra i suoi abitanti una innata passione per la poesia sarda: per ottave e sonetti ma in modo particolare per i “frores” o “mutu froriu”, forma poetica fra le più arcaiche, più belle ed espressive del popolo sardo».

      È stato già diffuso il regolamento per la partecipazione. Con tutte le norme da osservare da parte dei partecipanti.Verranno premiati i tre componimenti primi classificati. Altri verranno onorati con menzioni e un premio speciale per il miglior componimento di autore ortuerese. Le poesie dovranno essere anonime e contrassegnate da uno pseudonimo. Il nome dell’autore e l’indirizzo e recapito telefonico dovranno essere scritti in foglio a parte e allegati in busta chiusa non trasparente al plico contenente le opere in concorso. Le poesie dattiloscritte dovranno essere consegnate a mano all’associazione “Origini”. Le altre spedite in busta entro le ore 13 del 30 novembre. Farà testo il timbro postale. Le premiazioni si terranno il 30 dicembre, nella sala consiliare di Ortueri.

      CONCORSO REGIONALE DI POESIA - SU MUTU FRORIU - ORTUERI - 30-11-2012


      Per eventuali informazioni sul concorso i signori poeti possono telefonare ai seguenti 
      N:   Costantino casula (3488994647); costantino.casula@hotmail.it  
             Sotgiu Antonio      (3337455234);



      SU MUTU FRORIU
       REGULAMENTU

       Art.1. 

      Il concorso poetico “ SU MUTU FRORIU ” a tema: SA PAGHE” è riservato a poeti sardi che potranno scrivere in qualsiasi variante della lingua sarda. E’ gradita la traduzione per le parlate: algherese, tabarchino, sassarese e gallurese. 

      Art.2.
       Il concorso si articola in un’ unica sezione: ADULTI, riservata a donne e uomini residenti in Sardegna, ed agli emigrati /e. 

      Art.3. 
      Sono previsti premi per i componimenti, primi tre classificati: donne, uomini, emigrati/e 

      Art.4. 

      E’ previsto un premio speciale per il miglior componimento di autore ortuerese. 

      Art.5. 

      Sono previsti attestati di merito per i componimenti che verranno onorati con la menzione. 

      Art.6. 

      I componimenti dovranno essere inediti e mai premiati in altri concorsi; resteranno di proprietà dell’associazione e potranno essere pubblicate senza alcun compenso agli autori. Al fine di una eventuale pubblicazione, la giuria potrà apportarvi delle correzioni ortografiche. 

      Art.7. 

      Ogni concorrente potrà partecipare con un solo componimento con un minimo di dieci versi (10) de isterrida e dieci (10) de Amontu fino a un massimo di quindici (15)versi de isterrida e (15) de amontu.

       Art.8
      .le poesie dovranno essere anonime e contrassegnate da uno pseudonimo. Il nome dell’autore, con indirizzo e recapito telefonico, compreso lo pseudonimo, andranno scritti in foglio a parte e allegati in busta non trasparente al plico contenente le opere in concorso. 

      Art.9. 
      Le opere, dattiloscritte, dovranno essere inviate o consegnate a mano, in cinque (5) copie. Associazione culturale “Origini” VIA UMBERTO 39 – 08036- ORTUERI (NU) entro e non oltre le ore 13.00 del 30.11.2012. Farà testo il timbro postale. 

      Art.10.
       Le opere in concorso saranno valutate da una giuria di esperti, il cui giudizio sarà insindacabile. 

      Art.11. 
      Gli emigrati/e che non potranno intervenire alla premiazione saranno informati sull’andamento del concorso. 

      Art.12.
       la premiazione si terrà in data 30.12.2012 nella sala consiliare del comune di Ortueri. 

      Art.13. 
      Gli autori che risulteranno vincitori potranno cantare i loro componimenti accompagnati dall’organetto. 

      Art. 14.
       La partecipazione al concorso implica l’osservanza del presente regolamento. 

      Art.15. 
      Per i concorrenti che non conoscono la struttura “De Su Mutu Frorìu” riportiamo un esempio di C.Casula.  





      De frores e de rosas
      chirca de nd’iscurtae
      profumu cun essenzia.
      is petalos delicaos
      gianta lodes e vantu
      e amurosos messaggios.
      Sinnu d’eterna beltade.
      Si su coro as compuntu
      No mustres idea vana,
      ca sa rosa vellutada
      sa sorte e cosas graves,
      tramudada in fortuna.
      De frores e de rosas.

      I raios de sa luna
      iscrarianta suaves,
      custa notte incantada.
      Cun vista soberana
      S’iscrarit ontzi puntu
      Prenu ‘e oscuridade.
      Però si cussos raggios ,
      a su nessi onnia tantu
      esseranta prenetaos
      in s’umana cussentzia
      po poded’illuminae
      certas magas umbrosas.


      lunedì 15 ottobre 2012

      IS ARREGODOS PRUS MANNOS


      Is arregodos prus mannos
      non depeus ismentigare
      deo ddos tegno in su toni
      in custu bellu padente
      poneus fogia de alloro
      e deo ddu naro in cara
      cun gente de bonas intragna
      setzios in custa panchina
      foeddanno a gent'e toneri


          
           Is arregodos prus mannos


      Partiu, fias ferreri
      a sa terra Abissina
      e a sa gherra e ' Ispagna
      torrau a Logudoro
      ma in coro semper Tonara
      saludo tott'is parente
      e auguro a tziu Antoni
      chi potzat issu festare
      chentu e chimant'annos 

       Gabriele Casula  14-10-2012

      domenica 3 giugno 2012

      S'ANTIGU CUILE DE COSTANTINO CASULA


      S'antigu cuileRomanzo

      Pag. 165 - Formato 14,8 x 21 - € 20,00

      La non comune sensibilità e il grande amore per la sua terra natale, la Sardegna, con tutte le componenti che caratterizzano la popolazione, la vita sociale, la cultura, il folclore e l’economia, nonché quelle legate fortemente all’ambiente, hanno portato Costantino Casula a scrivere questo particolare e interessante romanzo. Il libro, dal titolo “S’antigu cuile”, l'antico ovile in lingua sarda dell’entroterra, ci proietta dentro il cuore dell’antica isola e nell’articolato mondo del pastore e del suo ovile. Un mondo per la sopravvivenza, non facile, rimasto quasi immutato per millenni, ed ha la sue origini ancor prima dei nuraghi e delle tombe dei giganti. Costantino ci evidenzia, che il mondo agropastorale penetra fortemente nello spirito dei sardi, e che infine diventa, graniticamente, parte integrante dell’anima.

      SA PROMITENTZIA DE COSTANTINO CASULA - ORTUERI - MUTOS

      Casula Costantino è nato a Ortueri, dipendente dell’ A.S.L n.3 di Nuoro, lavora all’ospedale di Sorgono. Fin da ragazzo ha avuto una forte passione per la poesia sarda in generale, ma, preferendo con la maturazione soprattutto i mutos. Ottenendo considerevoli consensi in numerose piazze del centro Sardegna (Barbagia, Mandrolisai, Barigadu, ecc.) utilizzando la forma poetica estemporanea più arcaica e in passato più diffusa: su mutu frorìu. Ha partecipato come relatore a diversi convegni di poesia sarda. Ha scritto diversi articoli per il giornale L’Unione Sarda.

      Di che cosa si parla quando si parla di mutos e mutettusA. M. CIRESE 1964a Struttura e origine mofologica dei mutos e dei mutettus sardi Sassari, Gallizzi, 1964?



      Di che cosa si parla quando si parla di mutos e mutettus?

      Quando, dove e da che ebbero origine le forme metriche sarde più tipiche ed enigmatiche, e cioè il mutu e il mutettu? Si tratta di metri esclusivamente isolani? Quale è in ogni caso il loro rapporto con la metrica non sarda in genere e con il canto lirico-monostrofico in particolare? Il mutu deriva dal mutettu, o il mutettu dal mutu? Debbono invece ricondursi ambedue alla battorina? O sono sviluppo di una qualche forma solo congetturalmente identificabile, distico o tetrastico che essa sia?

      Come è ormai noto, queste o analoghe domande cominciarono a proporsi all’attenzione degli studiosi fin dal momento in cui Vittorio Cian e Egidio Bellorini riscoprirono il mutu nuorese e ne divulgarono la conoscenza.1 Ma ancora oggi [1964], a tanti anni di distanza, non possiamo disporre di risposte pienamente organiche ed esaurienti.

      Il fatto è che negli studi sulla poesia sarda l’interesse per i contenuti è sempre prevalso sull’attenzione alle forme. Si è tentato, ad esempio, di determinare l’origine o l’antichità dei mutos sulla base – notoriamente incerta – delle reminiscenze storiche o degli arcaismi linguistici presenti nei testi; e lo stesso Raffa Garzia , che pure aveva inizialmente criticato questi tentativi e aveva sottolineato l’importanza essenziale dello studio delle forme, si mise poi ad inseguire nei contenuti i «nuclei primi» della ispirazione. Così non si sono avuti quegli approfondimenti della documentazione e delle analisi morfologiche che costituiscono invece il presupposto indispensabile per ogni serio tentativo di comparazione o di ricostruzione storica: recensione di tutte le forme metriche effettive, loro analisi sistematica, e conseguente classificazione razionale.

      Non che siano mancati tentativi e risultati importanti in questa direzione: quello di Bellorini , innanzi tutto, il quale dette un’ottima descrizione delle tre principali forme nuoresi; quello di Domenico Valla che, pur guardando ai contenuti, intravide il legame che c’è tra l’aspetto metrico e quello contenutistico dello iato tra istérria e torrada; quelli di Raffa Garzia che constatò l’esistenza di due forme notevolmente diverse al di sotto della denominazione comune di mutettu, e che ben descrisse il metro campidanese più noto. E vi furono anche segnalazioni interessanti di talunirapporti tra mutos e mutettus e altre forme metriche: Cian avvertì subito la corrispondenza di funzioni e la diversità di forme con il canto lirico-monostrofico italiano; Francesco Novati segnalò la possibilità di confronti con i componimenti «a ripetizione» (e cioè parallelistici) della lirica galego-portoghese, con la «sestina» provenzale, con i romances glosados spagnoli; Max Leopold Wagner, Raffa Garzia e altri studiosi prima e dopo di loro, hanno indicato l’analogia che esiste tra la divisione contenutistica dei mutos e mutettus in due parti fra loro incongruenti e il salto logico presente in vari componimenti non sardi (stornelli e alcuni strambotti italiani, quartine bavaresi, quartine cinesi, talune coplas spagnole, mani turco, pantun indonesiano, canzonette russe, canti dei Galla dell’Africa orientale), e via dicendo.

      Ma gli accertamenti di partenza erano insufficienti a sorreggere comparazioni o ricerche genetiche veramente proficue. Quando non si è neppure chiarito il rapporto tra le denominazioni correnti e le forme metriche effettive; quando non si sono ancora individuate tutte le forme metriche presenti nella documentazione disponibile;3 quando insomma si opera sui nomi e non sulle cose e si utilizza materiale incompleto ed incerto, allora ogni sforzo interpretativo è quasi inutile: l’inclusione dei mutos e dei mutettus nel gruppo dei canti lirico-monostrofici resta generica e improduttiva; la segnalazione delle analogie con le forme incongruenti o con quelle parallelistiche di altre aree storiche rimane puramente episodica; i tentativi di riduzione del mutu al mutettu (o di ambedue alla battorina, e simili) non danno frutto; l’ipotesi della derivazione da un distico o da un tetrastico è puramente arbitraria e spesso mal formulata.

      Ora è evidente che i problemi di fondo proposti dai mutos e dai mutettus meritano uno sforzo per renderne meno improbabile la soluzione: accertare se mutos e mutettus costituiscano un unicum sardo significa far luce su un dato di primaria importanza per la collocazione della vicenda culturale della Sardegna nel quadro mediterraneo; identificare le forme specifiche del «parallelismo» isolano non illumina soltanto i fatti sardi ma reca anche un contributo alla storia generale delle tecniche parallelistiche; isolare, se c’è, il nucleo che riconduce a unità le differenti forme di mutos e mutettus, o escludere che questo nucleo unitario vi sia, integra di nuovi dati il problema generale del canto lirico-monostrofico, e così via. Siamo insomma di fronte a un nodo di problemi di interesse assai rilevante e non circoscritto: vale la pena di contribuire a scioglierlo cercando di sapere con esattezza di che cosa realmente parliamo quando parliamo di mutos e di mutettus.

      TUE DE TONARA SES SU PATRONU A Santu Grabiele dae Benigno Casula - 1977 .

      ​ TUE DE TONARA SES SU PATRONU A Santu Grabiele  Tue de Tonara ses su patronu e ti festant su tres de austu, ant'isceltu a tie angelu bo...