sabato 30 aprile 2011

CAMMINOS DE MONTE 2011 - PERCORSO

CAMINOS DE MONTE 2011

lunedì 25 aprile 2011

TURRONE TONARA (SA MORIGA)

SU TURRONE DE TONARA

domenica 3 aprile 2011

SAGRA DEL TORRONE 2011 - TONARA

METEO TONARA

METEO TONARA 3 APRILE 2O11
http://www.direttameteo.it/rete/tonara-nu/
http://www.tonarameteo.it/webcam2/ultima/webcam.php
http://www.tonarameteo.it/webcam2/ultima/webcam.php

Dati ESTREMI di OGGI
Temperatura minima 9.7 °C (h 6.52 )
Temperatura massima 20.2 °C (h 15.55 )
Umidità minima 23 % (h 13.07 )
Umidità massima 61 % (h 6.54 )
Dew Point minima -5.0 °C (h 22.33 )
Dew Point massimo 3.9 °C (h 8.37 )
Max rain rate 0.0 mm/h (h ---- )
Max rain orario 0.0 mm
Pressione atmosferica min. 1016.6 hPa (h 15.57 )
Pressione atmosferica max 1020.6 hPa (h 0.00 )
Heat index max: 18.3 °C (h 15.57 )
Wind Chill min 10.0 °C (h 0.00 )
Raffica max 27.4 km/h (h 16.27 )
Gli ESTREMI del MESE
Temperatura minima 4.9 °C
Temperatura massima 20.2 °C
Escursione termica del mese 15.3°C
Umidità minima 23 %
Umidità massima: 94 %
Dew Point minimo -5.0 °C
Dew Point massimo 7.8 °C
Pioggia mese 0.0 mm
Max rain rate 0.0 mm/h
Max raffica di vento 27.4 km/h
Pressione atmosferica min 1016.6 hPa
Pressione atmosferica max 1025.5 hPa
Heat index max: 18.3 °C
Wind Chill min 4.4 °C

sabato 2 aprile 2011

poesias inèditas de Peppinu Mereu - Tonara






















fonte: l'arborense-Or.





             Manoscritto







 





                     con poesie inedite di 











                   

     











Peppino Mereu

Antonio Rubanu ci accoglie nello studio della sua casa nel centro storico di Orgosolo. Su una grande libreria che occupa un’intera parete, ordinatamente riposti, migliaia di volumiSi tratta perlopiù di libri di poesie di autori sardi ma anche di volumi d’arte e di cultura varia. È condensata in questa stanza una parte dell’infaticabile attività di ricerca che Antonio Rubanu, orgolese, 72 anni conduce da oltre 50 anni. Cinquant’anni che ha dedicato alla ricerca di manoscritti, di registrazioni e quaderni con poesie di autori e poeti di tutta la Sardegna. E di li a poco infatti Rubanu mostra a me ed a Peppino Floris, componente del Collettivo Peppinu Mereu, un quaderno, un po’ sgualcito con le pagine appena ingiallite dal tempo, la copertina nera e rilegatura a filo: in quel quaderno sono scritte due poesie, con una calligrafia curata, precisa e molto stilizzata come era in uso nei secoli scorsi. Secondo Rubanu sono state scritte di proprio pugno da Peppinu Mereu, il grande poeta tonarese morto nel 1901. Con una certa emozione, prendo in mano il quaderno e leggo i versi della prima delle due poesie. Ho amato Peppinu Mereu fin da quando ero ragazzo per quella sua capacità di raccontare il suo dolore e prospettare nel contempo grandi speranze di riscatto per la sua terra e conosco a memoria quasi tutte le sue poesie per cui ritrovarmi, ora,  fra le mani un quaderno che è appartenuto al poeta più amato dai Sardi ed a cui lui ha affidato i sentimenti e le emozioni che riempivano il cuore di un ragazzo poco più che ventenne, mi fa un effetto strano. Le due poesie occupano nell’assieme sei pagine. Entrambe sono state scritte, come si può dedurre dalla data, nel 1895, quando il poeta tonarese aveva 23 anni. Questa preziosa opera manoscritta  è forse il frutto più importante delle ricerche che Antonio Rubanu, che può a buon diritto essere considerato come uno dei più grandi conoscitori della poesia e dei poeti sardi, ha condotto in questi decenni girando per i paesi della Sardegna laddove le informazioni e le sue conoscenze lo portavano. I due manoscritti sono stati donati da Rubanu al comune di Tonara, patria del poeta. Non appena sarà possibile Rubanu donerà anche il quaderno manoscritto. Per ora ne ha bisogno perché deve continuare le sue ricerche. Mi dice infatti che fra qualche giorno incontrerà una studiosa di Sassari che dovrà mostrargli un’altra poesia inedita del Mereu. Si tratta anche in questo caso di un manoscritto e Rubanu vuole verificare se la calligrafia del suo quaderno corrisponde con quella del manoscritto che deve ancora visionare. Ma si tratta veramente di poesie scritte di proprio pugno da Peppinu Mereu? Se così fosse credo si tratti un ritrovamento importantissimo perché Peppinu Mereu è indubbiamente il più grande poeta in lingua sarda. Intorno alle poesie dell’autore tonarese, che occorre ricordare morì a soli 29, anni sono fiorite molte leggende; soprattutto perché alcuni hanno sempre ritenuto che una volta morto il poeta tanti quaderni fossero stati sottratti dalla sua povera casa e poi addirittura bruciati perché in molti scritti il giovane scapigliato di paese si scagliava contro le autorità ed anche contro una parte della struttura ecclesiastica. D’altro canto è lo stesso Mereu che nella poesia Su testamentu parla di un pacco sigillato chi cuntenet un’istoria de dolore. E più di uno ha pensato che in quel pacco ci potessero essere le sue poesie. D’altro canto nel 2004, qualche anno dopo la pubblicazione del volume per il centenario della morte del poeta, era uscito per la Illisso il libro Poesias di Peppinu Mereu a cura di Marco Maulu, in cui era riportata qualche breve poesia inedita di Mereu. Nello stesso anno per il Maestrale era stato pubblicato un altro volume con le poesie del Mereu, curato da Giancarlo Porcu, che contiene altri inediti, molto interessanti perché rivelano di un rapporto non meramente formale tra il poeta ed il nuorese Pasquale Dessanay, che fu tra i fondatori del partito Socialista in Sardegna. Molti anni fa avevo sentito alcuni anziani di Tonara. Mi avevano parlato della grande abilità del Mereu nell’improvvisare versi e non solo nello scriverli. Era capace di parlare per ore sempre in rima. Ed aveva tanti amici a cui sicuramente inviava delle poesie. Per cui non è poi tanto strano che si possano ancora oggi rinvenire delle poesie inedite del Mereu. Ho letto attentamente il manoscritto rinvenuto da Rubanu: le due poesie sono entrambe indirizzate a Eugenio Unali carabinere come Mereu e apprezzato poeta anch’egli. La prima è composta da quattro ottave, scritte con il metro dell’ottava lira, cioè concatenazione ABC, ABC e DD. I versi sono di grande musicalità per la sapiente alternanza di settenari e di endecasillabi. L’altra poesia è scritta sempre in forma epistolare ma con classiche terzine di endecasillabi. Entrambe, come si desume dalla data e dalla sottoscrizione sono state scritte ad Osilo dove Mereu prestava servizio e sono, appunto indirizzate, a Unali che invece in quello stesso periodo era comandato presso la stazione di Simala. I dati più interessanti, soprattutto di carattere biografico, si rinvengono nella seconda delle due poesie che è lunghissima e si compone di ben 57 terzine. Nei versi iniziali il poeta ad un certo punto dice: “Como passo a ti dare novas mias/chi sunt bonas in cantu a sa salude/ti giuro chi non connosco maladias…”. Questo è un aspetto importante perché ciò significa che nel 1895 il Mereu non aveva ancora contratto quella malattia, la tubercolosi, che 6 anni più tardi lo avrebbe portato alla morte. Più avanti, parlando ancora di se, Mereu rivela al suo amico: “Perdidu hapo su fiore de sos annos/sentza amore e né paghe – un’annu ancora/ poi torro a bestire antigos pannos…”. In pratica è l’annuncio che presto lascerà l’Arma dei carabinieri. Ed anche questo è un dato importante. Le poesie sono anche infarcite di diverse e colte citazioni latine, come era nello stile del Mereu. Mi ha colpito anche il ritrovare tanti aggettivi a lui cari come gentile o isquisita. Scrive infatti il poeta tonarese: Tue cun isquisita gentilesa/cunfortalu si lu ‘ides annicadu” e come molti lettori ricorderanno una delle ottave della poesia A Tonara si chiude così: “A tottus est nodia/ s’isquisita tua cortesia…”. Ma poi ci sono anche altre considerazioni mereiane che ricorrono in questi due inediti come ad esempio la condanna della rigida struttura gerarchica militare e l’affermazione invece dei valori della fratellanza e della convivenza. Infatti parlando di un suo superiore incontrato alla stazione di Sassari dice: “No est superiore, cussu est frade./dae chie l’hat connotu est riveridu/ che isprigu de amore e de bontade./”. Altri elementi che fanno propendere per un’autenticità del manoscritto sono da rinvenirsi nella lingua usata da Mereu che è sempre il logudorese ma con evidenti concessioni alla lingua natia, soprattutto per dei modi di dire che arricchiscono il testo e per alcuni verbi coniugati non in logudorese ma secondo le regole del tonarese. Ecco un esempio: “Tue de tzertu prite non mi bies/ has a narrer: “Mereu est meda maccu…”. Rubanu ha fatto tanto dono dei manoscritti al Comune di Tonara perché ritiene che Mereu sia patrimonio dell’intera Sardegna ed è convinto che essi debbano essere custoditi nel suo paese natio che dovrà trovare i mezzi e le occasioni, unitamente al Collettivo Peppinu Mereu, per divulgare l’opera. Ma è auspicabile che se qualcuno possiede delle opere inedite del Mereu, le doni al comune di Tonara o al Collettivo Mereu, come ha fatto Rubanu, perché possano avere la giusta valorizzazione. E questo appello di Rubanu è anche il mio. Ora però è sperabile che, magari in occasione delle premiazioni del Concorso Pro Custa Terra Rosas e beranos, dedicato al poeta tonarese, si possa svolgere un convegno di studi con la partecipazione di esperti e dello stesso Rubanu per far conoscere questi due inediti e verificarne l’autenticità.
Pier Luigi La Croce

A TONARA- Peppino Mereu