Esistono luoghi dove il tempo non scorre, ma gocciola, proprio come l’acqua fresca che sgorga dalle rocce della Barbagia. Nel cuore di Tonara, borgo celebre per i suoi torroni e le sue tradizioni millenarie, si trova un gioiello di pietra e poesia: la Fonte Pitzirimasa (o Sa Funtana de Pitzirimasa).
Un connubio tra Pietra e Arte
Le immagini ci restituiscono l’anima di questa fonte, incastonata tra pareti di scisto e murature a secco che parlano di maestranze locali e di un profondo rispetto per il territorio. Caratterizzata da una struttura in trachite, la fontana è impreziosita dalle sculture dell’artista belviese Tonino Loi, che intorno all'anno 2000 ha saputo infondere nuova linfa a questo sito storico.
Protetta da una solida tettoia in travi di legno di castagno, che richiama lo stile architettonico delle antiche dimore del centro storico di Tonara, la fonte invita il viandante a una sosta rigenerante.
La Leggenda e la Poesia di Peppino Mereu
Ma Pitzirimasa non è solo acqua e pietra; è letteratura. Come ricorda la targa del percorso storico-artistico, sulla pietra trachitica sono incisi i versi della celebre poesia "A Tonara" di Peppino Mereu.
Il poeta, considerato il "Baudelaire sardo" per la sua anima tormentata e la profondità dei suoi versi, ha reso questa fontana immortale. La leggenda sottesa ai suoi versi racconta di un legame viscerale con la natura del luogo: l’acqua di Pitzirimasa non è solo un elemento fisico, ma un canto della terra. Mereu cantava la bellezza aspra e purissima di Tonara, e la fonte diventa il simbolo di una purezza che resiste al passare dei secoli, una tappa obbligatoria per chiunque voglia comprendere l'essenza dell'anima barbaricina.
Un Viaggio nel Torrente
La fonte sorge lungo l’omonimo torrente Pitzirimasa, che nasce nelle vette sopra la località Su Sessene, a ridosso della maestosa Conca Giuanni Fais (1.499 m). Il torrente ha scavato nei secoli la roccia di scisto, creando pozze d'acqua cristallina e culminando, poco sotto la SS 295, in una cascata suggestiva con un balzo di 15 metri.
Anticamente, questo flusso d'acqua non solo dissetava, ma alimentava diversi mulini e scorreva tra le rovine del villaggio medievale di Idda inter Errios.
Perché visitarla oggi?
Visitare la Fontana Pitzirimasa significa fare un tuffo nella storia:
* Per l'acqua: Scistosa e povera di sali minerali, è considerata di ottima qualità.
* Per l'arte: Le incisioni e le sculture la rendono un museo a cielo aperto.
* Per il silenzio: Interrotto solo dal fragore della cascata vicina e dal mormorio del torrente.
Se passate per Tonara, non fermatevi solo ad assaggiare il suo dolce torrone. Cercate la strada per Pitzirimasa, bevete l'acqua che ha ispirato Mereu e lasciate che la leggenda di questo luogo vi sussurri la sua storia.
La Voce di Peppino Mereu: Un Inno alla Frescura
Per comprendere appieno l'importanza di Pitzirimasa, bisogna leggere i versi che Mereu le ha dedicato. In A Tonara, il poeta descrive la fuga dai "caldi dell'estate" cagliaritana per rifugiarsi nel vigore del borgo:
> Ite fest'ite briu!
> Ses dae sa bassura imbidiada;
> sos caldos de s'istìu
> Cagliari fuit, un'iscampagnada
> si faghet a su riu
> Pitzirimasa, inue sa cascada
> dulchement'in sos graves
> crastos, falat cun murmuros suaves.
>
Traduzione e Significato
In questi versi, Mereu esclama: "Che festa, che brio!". Tonara è invidiata dalle pianure assolate (sa bassura); chi scappa dal calore di Cagliari trova ristoro in un'escursione al rivo di Pitzirimasa. Qui, la cascata scende "dolcemente tra le pesanti rocce" (sos graves crastos), con un mormorio soave che placa l'anima.
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