sabato 10 ottobre 2026

BARBAGIA MANDROLISAI.Scuola e territorio: Calo delle nascite e scarse risorse ci mortificano.



Fonte: 'ARBORENSE
 12 | Numero: 34 | Domenica, 11 Ottobre 2026

Di Michela Zucca


Barbagia. In tutto il territorio, dopo la serie di accorpamenti di Istituti, si aggiunge anche l'esperienza delle pluriclassi, con molti disagi 

 

ATonara, quest'anno, la scuola primaria conta in tutto trentasei bambini. Nella classe prima ne sono arrivati solo tre. Per questo si è dovuto accorpare alcune classi: la prima con la seconda, la terza con la quinta, e la quarta, da sola, con dodici bambini come classe unica. La conseguenza immediata è che una collega ha perso il posto a Tonara ed è stata trasferita a Desulo.  

È la fotografia di quello che succede in tutta la Barbagia. Per evitare proprio questa situazione, infatti, nel 2016 i piccoli Comuni avevano scelto la strada dell'unione. Così è successo per Atzara e Ortueri: dopo l'unione, ad Atzara è rimasta la Scuola primaria, a Ortueri la Scuola secondaria di primo grado. Stessa logica per Teti e Tiana: a Tiana è rimasta la Primaria, a Teti la Secondaria. Poi ci sono i casi dove nemmeno l'unione è bastata. Ad Austis la scuola è stata chiusa e i bambini sono confluiti a Sorgono. Lo stesso è successo a Belvì. Nonostante le proteste degli abitanti portate anche in Regione, la scuola è stata soppressa e accorpata ad Aritzo. Eppure era una scuola che funzionava molto bene. Essendo piccola, si riusciva ad organizzarla al meglio: si lavorava insieme tra docenti, si lavorava a classi aperte, era una scuola a tempo pieno. Si faceva tanta continuità orizzontale, tanto collegamento con il territorio, visite didattiche, recite di Natale molto partecipate. E parliamo di una struttura molto bella e moderna, con banchi enormi, finestre grandi e luminose. Nonostante questo è stata chiusa e unita alla scuola di Aritzo che, come struttura, era molto più obsoleta rispetto alla scuola di Belvì. Quando non ci sono più nemmeno i numeri per una pluriclasse, o quando i genitori non credono in questo modo di fare scuola, l'unica strada è il pulmino, la mattina presto, per andare in un altro paese. A questa situazione si aggiunge la chiusura delle segreterie: è stata chiusa la segreteria didattica di Tonara, accorpata con altri paesi, che è andata con l'Istituto Comprensivo di Desulo. Così accade che un Dirigente scolastico si ritrova ad avere sempre più plessi e un territorio sempre più vasto: oggi è sempre più burocratizzato e non riesce a essere presente come vorrebbe nell'incontro coi docenti e con gli alunni. All'accorpamento degli Istituti, però, si sta affiancando, ora, anche la costituzione delle pluriclassi che, secondo la Riforma Gelmini, sono classi dove bambini di età diverse fanno lezione insieme, con un unico insegnante. Fino agli anni 60-70 le pluriclassi erano diffuse soprattutto nelle frazioni: tra gli esempi del territorio, le frazioni di Monte 'e Corte o Santa Sofia di Laconi. A Monte 'e Corte, gli alunni erano i figli dei cantonieri delle ferrovie, che abitavano nei casotti lungo la rete stradale che collegava Cagliari-Sorgono. Lì nascevano tanti bambini e l'unico modo di gestire la scuola era fare la pluriclasse. A Santa Sofia le scuole sembravano un casolare domestico: c'era addirittura il caminetto in aula. Realtà lontane nel tempo ma che sono tornate d'attualità. E il corpo docenti deve in qualche modo ingegnarsi perché tutto sia organizzato senza snaturare il percorso formativo dei bambini. Ma non mancano le difficoltà. Chi insegna lo sa: a Tonara, che è a tempo pieno, quando l'organico è completo si usano le compresenze e si riescono a separare, per esempio, italiano e matematica per livello. Altre attività si fanno insieme di pomeriggio: educazione motoria, arte e immagine, e anche la lingua sarda. Il problema resta per l'inglese, con terza e quinta insieme e due programmi diversi. Ma la realtà è questa, difficile fare altrimenti. Il crollo delle nascite, la mancanza di lavoro stabile, la chiusura di uffici postali e negozi, le strade difficili. Eppure dopo il Covid c'è stata una ripresa: a Tonara in un anno sono nati diciotto bambini. Con il caro-vita in città, qualche famiglia vorrebbe tornare. Il paradosso è che proprio quando tornare converrebbe, mancano i servizi. Chiudono le attività, alcune si riducono, anche se di vitale importanza, come per esempio l'ospedale di Sorgono. Vent'anni fa era un presidio che funzionava: si operavano l'appendicite o le fratture al femore, si partoriva con un ottimo reparto di ostetricia e ginecologia. Oggi è ridotto a pochi specialisti e pediatri. Senza Scuola e senza Sanità, però, tenere una famiglia in paese diventa una scelta coraggiosa, quasi eroica.  

Michela Zucca


venerdì 9 ottobre 2026

Intranno in Sonu 2026: Piero Marras a Tonara tra grande musica e l'omaggio a Peppino Mereu




Di Alusac Eleirbag 



Tonara 09/10/2026 -  Grande emozione per l'appuntamento della rassegna "Intranno in Sonu 2026", promossa dalla

Pro Loco Tonara .  

A causa del maltempo, la Pro Loco ha preso la scelta oculata di spostare il concerto nella suggestiva ed accogliente Chiesa di San Gabriele. La sacralità e la perfetta acustica dell'edificio si sono rivelate un valore aggiunto, regalandoci una cornice intima, calda e di grande fascino.  

Piero Marras in concerto: l'incontro tra Musica e Poesia

Protagonista assoluto della serata è stato Piero Marras con il suo concerto in solo "A balla sola".  

Il momento più toccante dell'esibizione è stato l'omaggio dedicato al nostro grande poeta Peppino Mereu: Marras ha interpretato e musicato con profonda sensibilità la celebre poesia "AMORE"

, introducendola con parole di grande spessore umano e culturale:


Eo so cudda ch’amas, caru fiore,
ch’abbandonat ridende su giardinu
pro ti facher de mene possessore.
Eo so cudda ch’amas, caru fiore.
 
Beni duncas, non bivas in pibinu
nen fathende unu sónniu de amore,
friti sa testa in s’amorosu sinu.
Beni duncas, non bivas in pibinu.
 
Eo so cudda ch’amas, caru fiore,
ch’abbandonat ridende su giardinu
pro ti facher de mene possessore.
Eo so cudda ch’amas, caru fiore.
 

Pro ti facher de mene possessore
Eo so cudda ch’amas, caru fiore


I Maestri della Poesia e della Cultura: Con profondo rispetto, l'artista ha ricordato la figura di Peppino Mereu e dei grandi intellettuali della Sardegna, descrivendoli come persone rette, "verticali" e trasparenti, autentici fari per la nostra comunità.

L'Incontro tra Poesia e Musica: Marras ha raccontato il delicato processo di trasposizione in musica dei testi poetici, evidenziando la sensibilità e l'immedesimazione necessarie per rispettare l'anima dell'opera originale e restituire al pubblico un'interpretazione profonda e rispettosa.



Il repertorio e i grandi brani

Durante il concerto, Marras ha ripercorso le tappe del suo repertorio attingendo ai suoi celebri lavori discografici:

 Stazzi Uniti (1980)

 Marras (1982)

 Abbardente (1985)

 In concerto (1986)

Il pubblico ha potuto emozionarsi riascoltando tra le tracce più amate e conosciute del suo repertorio capolavori come Rundinedda, Sardos, Ses tue, Babbu meu, Como cheria, Il figlio del re, Trumas, Mere manna, Osposidda e Durusia.

Nelle navate della Chiesa di San Gabriele, la voce e le note di Piero Marras hanno saputo intrecciare la grande canzone d'autore con la poesia immortale, regalando alla comunità un'esperienza indelebile.



”.
 



Beni, dammi sa manu, isfortunadu,

BARBAGIA MANDROLISAI.Scuola e territorio: Calo delle nascite e scarse risorse ci mortificano.

Fonte: 'ARBORENSE  12 | Numero: 34 | Domenica, 11 Ottobre 2026 Di Michela Zucca Barbagia. In tutto il territorio, dopo la serie di a...