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mercoledì 8 ottobre 2025

Casa Sulis Mascia: Un Tuffo nel Passato di Tonara


di Alusac Eleirbag

Qualche tempo fa, ho avuto il piacere di visitare un luogo speciale nel cuore della Barbagia, a Tonara, nel suggestivo rione di Arasulè: la Casa Sulis Mascia. Non è un museo come tutti gli altri, ma un vero e proprio 

"tuffo nel passato", come recita il loro motto.

Sono rimasto profondamente colpito dall'attenzione e dalla cura con cui è stato allestito questo piccolo gioiello espositivo. In uno spazio raccolto, due sole stanze, hanno saputo condensare un intero mondo, una storia che rischiava di svanire, quella della comunità Tonarese.

La Memoria degli Oggetti: Ricordare per Vedere Meglio il Presente

La Casa Sulis Mascia si presenta come una preziosa raccolta di oggetti e documenti della vita quotidiana e lavorativa di genitori, nonni e zii, che raccontano e documentano la loro storia e quella della comunità Tonarese e non solo.

L'obiettivo, come ci spiegano, è chiaro: "RICORDARE IL PASSATO PER VEDERE MEGLIO IL PRESENTE".

È un'esperienza che va oltre la semplice esposizione di reperti. Mentre mi aggiravo tra i ricordi, ho pensato: è un posto in cui chiunque può trovare una risposta a domande che spesso ci facciamo sui "tempi andati".

·      Vuoi vedere come si vestivano le donne negli anni '50? Ci sono i vestiti eleganti e i cappelli che Giovannina e Orsola vendevano nel loro negozio di merceria in via Sant'Antonio.

·      O magari come lavorava il falegname di una volta? Ci sono gli strumenti e i documenti che ne testimoniano l'abilità artigianale.

·      O ancora, sapere come gli americani hanno aiutato la Sardegna nel dopoguerra? Troverai documenti storici che aprono uno squarcio inaspettato sui legami internazionali di questo piccolo paese.

È un viaggio affascinante, dove le vecchie cartoline inviate da Tonara in tutto il mondo, le penne e i quaderni diventano piccole capsule del tempo. Un vero e proprio tuffo nel passato di una Tonara che non c'è più, ma che continua a battere forte nel cuore dei suoi abitanti.

Un Cuore che Batte nel Centro Storico

Visitare questo luogo è un'esperienza intensa. Ogni oggetto è una piccola capsula del tempo che risveglia la curiosità e l'emozione. Non si tratta solo della storia di una famiglia, ma della storia di un intero paese. Pescare tra questi ricordi, come suggeriscono gli stessi curatori, è un modo sicuro per emozionarsi.

La Casa Sulis Mascia non è solo un museo da vedere, è un racconto da ascoltare e un'emozione da vivere. Un esempio splendido di come la memoria privata possa diventare un patrimonio prezioso per tutta la comunità e per i visitatori che cercano l'anima più autentica della Sardegna.

Info Utili per la tua Visita

La Casa Sulis Mascia si trova a Tonara (NU) in via Eleonora 8, nel rione Arasulè.

Importante: Ricorda che le VISITE SONO SU PRENOTAZIONE. Se sei interessato, ti basta contattarli per sapere quanto prima quando puoi fare il tuo personale "tuffo nel passato".

Se siete in Barbagia, non perdete l'occasione di visitare questo luogo che, in un piccolo spazio, custodisce un mondo di grande significato.

E tu, quale storia o oggetto del passato vorresti riscoprire? Fammelo sapere nei commenti!

 

 

domenica 21 settembre 2025

La vendemmia con Giorgio nelle vigne del MANDROLISAI


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 di Alusac Eleirbag

Siamo arrivati presto io e Antonietta. Giorgio era già sveglio, il mio nipotino, figlio di Sara e Yuri. Ci aspettava nel giardino di casa, e aveva in braccio l'ukulele che gli ho regalato, come se fosse un adulto, anche se non ha ancora compiuto due anni.

Nel giardino, Tonino era già all'opera con suo figlio per preparare "su porceddu", il tipico arrosto sardo. Aveva già acceso il fuoco, una lunga trincea piena di braci e legna di leccio, e stava posizionando i primi pezzi di carne, preparandoli per la cottura.

Accompagnato da Luigi, mi sono incamminato verso il vigneto. I ragazzi stavano già riempiendo le cassette di uva, tagliando i grappoli in modo perfetto e regolare. Le cassette verdi erano sparse tra i filari, alcune già piene di uva nera matura, pronta per essere raccolta. A darci una mano c'erano anche Ester, la mamma di Yuri, le sue sorelle Zelda e Veronica, e poi Alessandro, Pietro e Franco, che si uniscono a noi ogni anno. In lontananza, il sole creava un suggestivo bagliore che sottolineava la splendida giornata. Il vigneto si estendeva su un fianco di una collina, con filari di viti che seguivano il pendio. Il terreno era arido e un po' roccioso, e in lontananza si vedevano colline e montagne, con alberi sparsi, un paesaggio tipico dell'entroterra sardo.

Come ogni anno, discutevamo dei problemi legati alla siccità e alle difficoltà delle aziende agricole. Arrivati a mezzogiorno, con Antonio, il nonno di Yuri, ci siamo fermati per un piccolo spuntino. Poi, finalmente, siamo tornati in paese per gustare le carni cucinate da Tonino e da suo figlio.

È stato allora che ho visto il grande fuoco, con i pezzi di carne montati su spiedi e aste di metallo. Il porceddu, con la cotenna già dorata e croccante in alcuni punti, stava cuocendo a puntino. Non solo abbiamo mangiato il delizioso porceddu, ma abbiamo anche assaggiato un ottimo cinghiale in umido. Il tutto è stato accompagnato da un'abbondanza dei nostri vini caratteristici: il Krabone, Ventuno e Centro. Questi tre vini sono i fiori all'occhiello della cantina "Vigne Centro", il cui nome, appunto, sta a indicare le vigne del centro Sardegna.

La vendemmia del 2025 si è dimostrata meno significativa per la nostra azienda "Vigne Centro" rispetto a quella del 2022, ma promette di dare vita a un vino che rimarrà negli annali di questo rito autunnale nel MANDROLISAI, la regione del centro Sardegna che si estende da Tonara, Sorgono, Meana

giovedì 11 settembre 2025

La storia di Nino e del suo legno

di alusac eleirbag

La storia di Nino e del suo legno  

Il sole caldo di Tonara batteva sul selciato, illuminando la polvere alzata da qualche auto di passaggio. Il mio sguardo, però, era fisso tra le mani di Nino. Erano mani segnate dal tempo, mani che avevano sfogliato libri antichi e, ora, tenevano saldamente una piccola opera d'arte.

"Vedi?" mi disse, quasi con un sussurro, un misto di orgoglio e stanchezza. "Questa è per il comune. Ho voluto che restasse qualcosa, qualcosa di tangibile, non solo parole sui libri."

Era un'opera semplice e geniale allo stesso tempo. Tanti piccoli listelli di legno, assemblati in una scala ascendente. Su ogni listello, incisa con una mano ferma e precisa, c'era la storia di Tonara, di quell'anno lontano, il 1866. Toneri Contrade. I nomi dei rioni si susseguivano, uno dopo l'altro: Cracalasi, Catzolaghedu, Cortzo', Pratza de is Caraos Mesuidda... E ancora Pratza Manna, Barigau, Maria Pra. Più in basso, quasi a sorreggere il tutto, Pratza Senti Cocco Cartutze' e Muru' Pratza de is Tzucas, fino a toccare il suolo con l'ultimo, Maria Pra de Osso.

Mentre ammiravo l'opera, Nino, con un lampo negli occhi, aggiunse: "E poi c'è Ilala. Non l'ho messo qui, ma per Ilala ho fatto un'altra opera." Il suo tono si fece più malinconico. "Ilala... un rione disabitato fin dagli anni '50 o '60. Ma i miei studi, sai, mi hanno permesso di scoprire che nell'Ottocento arrivava ad avere anche duecento abitanti! Tutti vivevano a ridosso della chiesa di San Sebastiano, quella che ancora esiste, sai? Un tempo era piena di vita."

Ogni nome risuonava come un'eco nel mio cuore. Erano nomi che avevo sentito pronunciare dai miei nonni, nomi che erano parte di me e della mia storia. In quell'oggetto, fatto di legno e passione, e in quel ricordo di Ilala, c'era tutto l'amore di Nino per la sua terra. Era un dono silenzioso e potente. Non solo una mappa, ma un vero e proprio albero genealogico del paese, un tributo alla sua anima.

Gli occhi di Nino si illuminarono. "Spero che la mettano in biblioteca", disse con un sorriso che gli riempiva le rughe. "Così, anche i ragazzi, passando, si ricorderanno da dove vengono. E magari qualcuno si chiederà di Ilala, della sua gente."

E mentre lo salutavo, diretto verso la sua corsa contro il tempo per il pullman, capii. Non era solo un vecchio che tornava al suo paese. Era un custode, un narratore che, invece di usare solo le parole, aveva scelto di scolpire la memoria di Tonara nel legno, per non farla mai sbiadire, e di tramandare anche le storie dei luoghi dimenticati, come Ilala.


domenica 31 agosto 2025

Il castagno secolare di Tonara.


di alusac eleirbag

Il castagno secolare di Tonara.

 l'albero imponente è un castagno secolare situato nella località "Curadore" zona di Tonara in Sardegna. Albero  celebre per la sua grandezza maestosa e l'aspetto antico e contorto.

 

  • Tronco e corteccia: Il tronco è massiccio e nodoso, coperto da profonde scanalature verticali e da uno spesso strato di muschio verde, che suggerisce un ambiente umido. La consistenza rugosa della corteccia è un chiaro segno della sua grande età.

  • Rami: I rami sono spessi e si estendono orizzontalmente, creando un'ampia chioma. Un grande ramo in particolare si protende lontano dal tronco ed è abbastanza largo da permettere a una persona di sedercisi sopra, come si vede nella foto.

  • Fogliame: Le foglie sono di un verde vivace e dense, formando una chioma rigogliosa che filtra la luce del sole.

  • Ambiente: L'albero si trova in un'area boschiva con un sentiero sterrato nelle vicinanze. Il terreno intorno alla base è coperto di foglie cadute e piccole piante. Il bosco circostante è tipico del paesaggio sardo, con altri alberi visibili sullo sfondo.

Questo albero è un magnifico esempio dei "monumenti verdi" che si trovano a Tonara, parte significativa del patrimonio naturale locale. Essi sono una testimonianza delle antiche foreste della regione e spesso sono protetti per il loro valore storico ed ecologico.

IL CAMMINO DI SANTU JACU TRA TONARA E SORGONO

alusac eleirbag   IL CAMMINO DI SANTU JACU NEL CENTRO SARDEGNA   CSJ-11 Tonara → Sorgono La Tappa 11 è lunga 15 km con 340m di dislivello, ...