venerdì 25 settembre 2026

TONARA Abiti e vestiti riprendono vita con naturalezza e passione Lo stile che promuove l'arte


Fonte: L'ARBORENSE

 Numero: 32 | Domenica, 27 Settembre 2026

di Michela Zucca


Non solo moda. Un mix di spettacolo, cultura, artigianato e inclusione sociale. È questa la formula dell’evento che ha animato Tonara nei giorni scorsi, terza tappa di un progetto nato poco più di un mese e mezzo fa da un’idea della sua organizzatrice, Fabiola Arangino. Tutto è partito da una sua intuizione semplice e attuale, ovvero rivalorizzare i capi che restano dimenticati negli armadi, magari ancora nuovi, con l’etichetta addosso. Come racconta lei stessa:

Lo slogan è: cerchiamo di dare vita a ciò che non usiamo più, stop all’inquinamento. Se a noi non piace più un capo non è detto che non ci sia una persona che possa indossarlo e gradirlo, anche se è second hand o vintage. Da lì la prima sfilata ad Aritzo, al Moderno, dedicata interamente al fashion second hand, alla moda di seconda mano: Ed è andata alla grande, rivela l’organizzatrice. Poi la seconda tappa a Gadoni, con lo stesso format. Infine la terza, nel paese del torrone e dei campanacci, Tonara. Se le prime due edizioni erano puro second hand, a Tonara l’evento si è evoluto. A Tonara ho scoperto sarte artigiane bravissime. Mi sono detta: qui cambiamo un po’ il mood. Dove la moda sartoriale incontra il fashion second hand, ma con la sartoria in primo piano. Protagoniste quattro stiliste, tra cui Francesca Cau e Federica Sau, di Tonara, che hanno creato abiti da sera utilizzando gli stessi tessuti e broccati tradizionali che si usano per i costumi tipici del paese, dalle berrette all’orbace. Insieme a loro Stella, stilista di Belvì che ha creato un suo brand con cucce e creazioni artigianali, e Jessica, modella e stilista di Olbia. La sfilata è stata concepita come un evento culturale a 360 gradi. Sul palco, insieme alle modelle Aurora Peddio, Alessandra Soddu, Roberta Sau, Arianna Sau, Ali, Sisinnia Montello, bravissime a superare la naturale timidezza iniziale, anche giovani cantanti del territorio - tra cui Francesca, ragazza di origini aritzesi, e un suo compagno di duo - con un repertorio che ha spaziato dall’inglese all’italiano. Presente alla serata anche l’arte, con i quadri dell’artista Michele Marotto. Particolarmente apprezzata, poi, la presenza di Sebastiana Mereu, di Teti, collezionista e appassionata di abiti del Settecento e Ottocento, che ha sfilato con alcuni suoi pezzi d’epoca e che nella sua casa-museo a Teti conservava una collezione visitabile. Così come apprezzati gli abiti del sarto Giuliano Pistis di Meana Sardo, e alcuni abiti della sarta di Tiana, Severina Noli, recentemente scomparsa. Dietro il successo, racconta Fabiola Arangino, un lavoro enorme e quasi artigianale: I primi eventi li ho creati io, dalla A alla Z, con l’aiuto di una sola mia amica, Emanuela. Ho preparato le location, ho pulito le piazze, ho preparato le passerelle, i tavoli, il buffet tutto con le mie mani. A Tonara, invece, il sostegno è stato corale: tanti sponsor locali e l’aiuto prezioso di Bastiana Porru, Alessandra e tante altre volontarie che hanno creduto nel progetto. È stata bellissima, anche la musica del fonico Samuele, che ha reso la serata più emozionante. Un messaggio che va oltre la moda e parla di comunità, di piccoli paesi che non vogliono fermarsi e che trovano nella creatività un modo per ritrovarsi e valorizzarsi.  

Michela Zucca


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