domenica 23 agosto 2026

Bastava chiudere gli occhi per vedere Guccini: la notte magica di Tonara

di Alusac Eleirbag

Una bella intuizione che ha ripagato oltre ogni aspettativa. L'idea vincente è stata degli Amici di Guccini di Tonara, e in particolare di Maria Pina e Maria Gabriella, che hanno scommesso sul talento di “Dietro a Frasi Canzoni” con due artisti e attori arrivati da Ghilarza. Una scelta che ha pagato enormemente in termini di affluenza, coinvolgimento e qualità artistica — portando in paese un livello di spettacolo e di calore che a Tonara non si vedeva da tempo.

Bastava chiudere gli occhi: la voce che ha stregato la piazza

Oltre alla grande presenza scenica e alla cura nei racconti, a lasciare tutti a bocca aperta è stata la straordinaria somiglianza vocale del cantante di Ghilarza. Una timbrica calda, profonda, incredibilmente vicina a quella del Maestrone di Pavana: ad eccezione della famosa "R moscia", la resa è stata così fedele che bastava chiudere gli occhi per sentirsi davvero a un concerto di Guccini. L'illusione era tale che qualcuno dal pubblico, trasportato dall'emozione, si è persino lasciato andare chiamandolo direttamente “bravo Francesco!”.

Un viaggio nella discografia: tra incomprensioni e perle nascoste

Il concerto è stato un percorso dentro l'anima del cantautore emiliano, a partire da quei brani che raramente si ascoltano dal vivo, ma che la piazza ha acclamato a gran voce.

 L'album "involontario" (Stanze di vita quotidiana, 1974): I musicisti hanno raccontato la genesi travagliata di questo disco. Tra il 1972 e il 1976 — gli anni d'oro dei suoi capolavori più famosi — la casa discografica spinse Guccini a pubblicare un album che lui non voleva fare e di cui non aveva pronta la stesura. Nonostante l'odio del Maestrone per quel disco, il pubblico stasera ha riscoperto la bellezza intima di quei brani dedicati alla quotidianità.

 I brani storici dedicati al pubblico: Spazio ai brani scritti più di 40 anni fa, incredibilmente profetici sul futuro e sull'Appennino Tosco-Emiliano, che riflettono l'attaccamento viscerale alle tradizioni e alla propria terra — un sentimento che unisce l'Emilia di Guccini alla Sardegna di stasera. Come è stato sottolineato sul palco: "Sentire queste parole oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale, fa capire quanto Guccini avesse già visto il futuro."

 Il viaggio americano e le storie in musica: Spazio poi ai brani storici come quello ambientato in America (terra non amatissima da Guccini, visitata solo per amore) e ai riferimenti a Metropolis (1988), tra giganti, nani e viaggiatori. Canzoni apparentemente d'amore o di strada che nascondono significati filosofici profondi.

"Grazie a babbo, perché mi hai insegnato a non smettere mai di cercare, di chiedere, di domandare."

(La dedica citata sul palco, simbolo del costante cercare che caratterizza la poetica gucciniana).

Il nastro del 1982 e la sorpresa sul palco

Il momento più toccante e sorprendente della serata è arrivato quando si è riavvolto il nastro della storia. Un testimone d'eccezione, arrivato da Mamoiada, ha ricordato la storica data del 2 giugno 1982, quando da ventenne si presentò a Tonara armato di registratore:

"Avevo vent'anni. Sono venuto da Mamoiada a Tonara e mi sono piazzato proprio sotto il palco per registrare tutto il concerto. Conservo ancora la cassetta originale e la foto scattata quel giorno."

Tra i sorrisi del pubblico, è stato fatto ascoltare un estratto audio dell'epoca con la voce originale di Guccini. Ma la vera sorpresa della serata è stata veder salire sul palco proprio l'appassionato di Mamoiada: unendosi ai musicisti di Ghilarza, ha regalato un'interpretazione grintosa e appassionata.

Il clou della serata: le richieste del pubblico scatenano la piazza

Il momento culminante della notte è arrivato quando la band ha ceduto all'entusiasmo della piazza, eseguendo a grande richiesta i capolavori più amati e ruggenti del repertorio di Guccini:

1. L'Avvelenata: Un'esplosione di energia liberatoria cantata a squarciagola da tutti i presenti.

2. Cirano: Il grido d'orgoglio e di coerenza morale che ha fatto vibrare l'intera piazza.

3. Eskimo: La malinconia e il ricordo degli anni della gioventù che hanno emozionato generazioni diverse.

4. La Locomotiva: Il grandioso finale cantato in coppia, una vera e propria marcia corale che ha chiuso la serata tra applausi scroscianti e commozione.

Se avessero assecondato ogni singola richiesta arrivata dal pubblico, lo spettacolo sarebbe durato tranquillamente oltre le quattro ore!

Lo spirito del Live: zero effetti, solo musica pura

Un punto d'onore rimarcato con forza dagli attori di Ghilarza è stata la scelta stilistica della serata:

 Un Live Puro 100%: Nessun effetto speciale, nessuna pedaliera sofisticata. Soltanto voce, strumenti acustici e presenza scenica. Esattamente come faceva Guccini sul palco: un'esibizione nuda, autentica e genuina.

 Ironia e complicità: Non sono mancati i siparietti divertenti tra i musicisti per una chitarra scordata ("Era scordata da almeno sei canzoni, ma non te ne sei accorto") e le battute sulle canzoni più irriverenti.

Un arrivederci in musica

La serata si è chiusa tra gli applausi, le canzoni dedicate ai mesi dell'anno e il ricordo delle persone care. L'iniziativa promossa da Maria Pina, Maria Gabriella e dagli Amici di Guccini ha dimostrato che le parole del Maestrone non invecchiano: continuano a viaggiare e a unire interi paesi della Sardegna sotto la stessa passione.


Bastava chiudere gli occhi per vedere Guccini: la notte magica di Tonara

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