lunedì 2 giugno 2008

Giovanni Mameli tra oralità e poesia nella Barbagia Mandrolisai Tonara, 12 e 13 giugno 2008





IL PROGRAMMA


TONARA, 12- 13 GIUGNO 2008 - GIOVANNI MAMELI TRA ORALITA’ E POESIA NELLA BARBAGIA MANDROLISAIIl 12 e 13 giugno 2008 si terrà a Tonara la manifestazione: GIOVANNI MAMELI TRA ORALITA E POESIA NELLA BARBAGIA MANDROLISAI - MUTOS, MUSICAS, FRORES, GOZOS E MUTETOS.
L’iniziativa culturale, inserita nel progetto SOS PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE promosso dall’ UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco Italiane), è dedicata alla figura e all’opera del poeta tonarese Giovanni Mameli, noto Mameleddu¸ nato a Tonara nel 1891 e scomparso nel 1978.
Giovanni Mameli, poeta improvvisatore di Tonara, ha sostenuto fino agli anni sessanta numerose gare poetiche tra la Barbagia, il Mandrolisai e l’Ogliastra con vari poeti tra i quali Antoni Andria Cucca, Giuanninu Fadda, Barore Tuconi, e ancora, in tempi più recenti, con Remundu Piras, Barore Sassu, Peppe Sotgiu e Budroni, Cuccu di di Ruinas e Onali di Ortueri nel canto a mutos.
La sua carriera poetica inizia negli anni trenta: è spesso a Seulo, invitato per il canto alla locale festa paesana, ma sono note le sue frequentazioni anche di altri paesi delle Barbagie e dell’Ogliastra, in particolare di Aritzo, Desulo, Meana Sardo e Sorgono.
Mameli fa in tempo a conoscere personalmente Peppino Mereu come testimonia la moda "Pro Peppino Mereu" a lui dedicata nel 1936.
Nel convegno si presenteranno gli esiti della ricerca relativa alla produzione poetica e alla vita del poeta e il progetto SOS PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE.
Si discuterà inoltre del canto a mutos, forma poetica diffusa nella Barbagia Mandrolisai nel recente passato, largamente praticata dallo stesso Mameli, OGGI A RISCHIO di sopravvivenza.Per questo La Pro Loco di Tonara e l’UNPLI (Unione Pro Loco Italiane) con l’iniziativa del 12 e 13 giugno 2008 , intendono lanciare un S.O.S. alla società civile, alla comunità della Barbagia Mandrolisai, alle autorità civili e politiche, all’UNESCO per la sua tutela.
L’oralità nella Barbagia Mandrolisai ritrova in questa forma poetica gli elementi essenziali della propria identificazione culturale.Si caratterizza per la sua tradizionale bipartizione in "s’isterrida" e in "s’ammantu e per la sua similitudine, nella metrica, ai mutetos dell’alto Campidano e del Logudoro dai quali però si differenzia per la perfetta simmetricità dei due moduli.
Alle giornate tonaresi dedicate all’oralità poetica nella Barbagia Mandrolisai saranno presenti, oltre a esperti locali, etnomusicologi e intellettuali come da programma allegato, membri della commissione nazionale SOS Patrimonio Culturale Immateriale promosso dall’UNPLI e finanziato dal Ministero degli affari sociali.
Il programma prevede inoltre, dopo i canti del coro dell’Istituto Comprensivo di Tonara, anche la rappresentazione del canto a Mutos, con la partecipazione di improvvisatori locali.
Dopo il convegno sono previsti, a cura della consulta degli Anziani di Tonara con la collaborazione del Comitato di Sant’Antonio, della rete Pro Loco della Barbagia Mandrolisai, del Comune di Tonara, canti a mutos improvvisati da parte degli estimatori di questa forma poetica.
Per concludere la giornata del 12 giugno 2008 , in omaggio al poeta improvvisatore di Tonara , si terrà una gara a Mutos con la partecipazione dei cantori Costantino Casula di Ortueri, di Delio Onnis di Nurallao, di Francesco Mattana di Atzara e di Antonietta Ruiu di Desulo.
Un importante momento dell’oralità è dedicato, il giorno 13 giugno 2008, alla tradizionale processione di Sant’Antonio, ricordata da D.H. Lawrence nel suo "Mare e Sardegna".
Lo scrittore nel giungere a Tonara nel 1921 si imbatteva nella processione e descriveva nel suo libro il salmodiare dei tonaresi vestiti in costume.La manifestazione è organizzata dalla PRO LOCO DI TONARA
CON LA COLLABORAZIONE: Dei parenti del poeta Giovanni Mameli: le famiglie Mameli-Piras, del Prof. Paolo Pillonca, delle Scuole dell’Infanzia, della Scuola Primaria e della Scuola Media di Tonara, dell’Unione Pro Loco Barbagia Mandrolisai, dell’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco Italiane), della Consulta Anziani Tonara, del Comitato Sant’ Antonio Tonara, CON IL PATROCINIO DI: B.I.M. - TALORO e COMUNE DI TONARA
Il presidente della Pro Loco di TonaraGabriele Casula
PROGRAMMA12 GIUGNO 2008- ORE 17.30 TEATRO COMUNALE: Convegno sul tema "Giovanni Mamelitra oralità e poesia nella Barbagia Mandrolisai" - presentazione del progetto SOS PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE.
- Intervengono: Renato TORE, Sindaco di Tonara, saluti dell’Amministrazione Comunale di Tonara- Gabriele CASULA, Presidente Pro Loco Tonara: Poesia e Oralità in Giovanni Mameli,la ricerca della Pro Loco di Tonara- Raffaele SESTU, Presidente UNPLI Sardegna: Il progetto Sos Patrimonio Culturale Immateriale- Costantino CASULA, poeta: Mutos e Frores nel Mandrolisai
- Pier Luigi LA CROCE e Peppe CARBONI, ricercatori tonaresi del canto a Mutos: Mutos antigos de Tonara- Paolo ZEDDA, Etnomusicologo: Mutu e Mutetu, il metro nazionale sardo- Paolo BRAVI, musicista, Etnomusicologo: Note sull’oralità poetica nella Sardegna centrale- Eliano CAU, Scrittore : La lingua dei Mutos
- Paolo PILLONCA, giornalista, scrittore: CONCLUSIONI.- Coordinano i lavori: Giovanni DESSI, Piera CARBONI (Pro Loco - Tonara).- Mostra dei lavori della classe terza media di Tonara dedicata alla Poesia, cura del prof. Giampiero ZEDDE e della Prof.ssa Filomena GIOI.
ORE 21.00 PIAZZA SANT’ANTONIOOmaggio a Giovanni Mameli, con la collaborazione del Comitato di Sant’Antonio:- in apertura il Coro dei bambini dell’Istituto Comprensivo di Tonara diretto dal Maestro Enrico PILO- a seguire canti Mutos a cura della consulta degli anziani di Tonara.
ORE 22.00 - GARA A MUTOS- Costantico CASULA (Ortueri) Delio ONNIS (Nurallao) Francesco MATTANA (Atzara) Antonietta RUIU (Desulo)- Accompagnano i canti a Mutos i suonatori: Gianfranco CARBONI, Piero DEMURU, Salvatore LITARRU CORGIOLU.
13 giugno 2008ORE 10,00 l’oralità religiosa nella processione di Sant’Antonio (Con la collaborazione del comitato di Sant’Antonio)
PROGRAMMA
12 GIUGNO 2008- ORE 17.30 TEATRO COMUNALE : Convegno sul tema "Giovanni Mameli tra oralità e poesia nella Barbagia Mandrolisai" - presentazione delprogetto SOS PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE.
- Intervengono: - Renato TORE , Sindaco di Tonara, saluti dell’Amministrazione Comunale di Tonara- Gabriele CASULA, Presidente Pro Loco Tonara: Poesia e Oralità in Giovanni Mameli,la ricerca della Pro Loco di Tonara- Raffaele SESTU, Presidente UNPLI Sardegna: Il progetto Sos Patrimonio Culturale Immateriale- Costantino CASULA, poeta: Mutos e Frores nel Mandrolisai- Pier Luigi LA CROCE e Peppe CARBONI, ricercatori tonaresi del canto a Mutos: Mutos antigos de Tonara
- Paolo ZEDDA, Etnomusicologo: Mutu e Mutetu, il metro nazionale sardo- Paolo BRAVI, musicista, Etnomusicologo: Note sull’oralità poetica nella Sardegna centrale- Eliano CAU, Scrittore : La lingua dei Mutos- Paolo PILLONCA, giornalista, scrittore: CONCLUSIONI.- Coordinano i lavori: Giovanni DESSI, Piera CARBONI (Pro Loco - Tonara).- Mostra dei lavori della classe terza media di Tonara dedicata alla Poesia, cura del prof. Giampiero ZEDDE e della Prof.ssa Filomena GIOI.
ORE 21.00 PIAZZA SANT’ANTONIOOmaggio a Giovanni Mameli, con la collaborazione del Comitato di Sant’Antonio:- in apertura il Coro dei bambini dell’Istituto Comprensivo di Tonara diretto dal Maestro Enrico PILO- a seguire canti Mutos a cura della consulta degli anziani di Tonara.
ORE 22.00 - GARA A MUTOS- Costantico CASULA (Ortueri) Delio ONNIS (Nurallao) Francesco MATTANA (Atzara) Antonietta RUIU (Desulo)- Accompagnano i canti a Mutos i suonatori: Gianfranco CARBONI, Piero DEMURU, Salvatore LITARRU CORGIOLU.
13 giugno 2008ORE 10,00 l’oralità religiosa nella processione di Sant’Antonio (Con la collaborazione del comitato di Sant’Antonio)

sabato 16 aprile 2005

Raimondo Bonu - Mediatore di alta e bassa cultura


Raimondo Bonu - Mediatore di alta e bassa cultura

Del personaggio, vissuto per l'intero Novecento dentro il tessuto antropologico di una parte di mondo sconosciuta, si potrebbe dire che ripropone l'orizzonte del villaggio. Vasti e stratificati sono i suoi saperi. E poi c'è il vento che soffia dove vuole: lo Spirito Santo che muove parole e opere degli uomini. Tutte metafore per Raimondo Bonu, prete nato a Ortueri, nel Mandrolisai o se si vuole 'nell'estremo lembo occidentale della Barbagia". Era il 3 dicembre 1890. Nel paese natale, Raimondo Bonu mori il 30 marzo 1981. Sabato scorso, figura e opera sono state oggetto di un convegno della Pro loco di Tonara, dove Bonu fu parroco dal 1922 al 1933. Il convegno era il giorno dopo i funerali in mondovisione di papa Giovanni Paolo II e tutti avevano davanti agli occhi le immagini del vento che muove le pagine del Vangelo sopra la cassa di Wojtyla. La metafora del vento si è rivelata efficace per rappresentare «l'appassionata dedizione di dottor Raimondo Bonu», cosi Gabriele Casula, presidente della Pro loco. Il prete di Ortueri fu curatore di anime e insieme scrittore, storico, letterato, giornalista e archeologo. Lascia un vasto patrimonio in libri ed altri segni. «Monsignor Bonu» si legge in internet «dall'inizio alla fine, ebbe la fortuna di poter ricrearsi con lo stesso ossigeno dell'ambiente in cui era nato»: il tessuto antropologico e l'orizzonte del villaggio. «L'inizio e la fine dell'uomo non sono poi cosi lontani tra loro, anche se separati da un arco di storia di ottant'anni. Qualche volta la vita si snoda su un tracciato circolare per un bisogno vitale di ritorno alle origini". Bonu «non pensò che ad essere sacerdote. Lo fu già da bambino, nella speranza e nelle preghiere di sua madre, Teresa Pinna». Era di origini contadine. «Il contadino di Ortueri - scrive Bonu - ama l'aratro e la vanga non solo perché per essi avrà colmo il granaio e il torchio ridondante di vino, ma soprattutto perché considera un dovere il suo lavoro per obbedire ai precetti di quella fede insostituibile, che oltre i limiti del tempo e dello spazio riaccende nell'anima le dolci immortali speranze». Fede nel Dio dei viventi ma anche nella buona volontà delle persone. È quanto emerge dalle tre ore intense del convegno tonarese, coordinato dall'insegnante Nello Tatti. Dopo i saluti, ha aperto i lavori Gabriele Casula autore della presentazione di 'Tonara", opera di Bonu pubblicata nel 1936 e poi diffusa in fotocopie fino a questa riedizione del 2004, arricchita di molte fotografie. Scrive Casula che Raimondo Bonu, autore di 24 testi tra il saggistico e il narrativo, senza considerare la produzione giornalistica, fu a Tonara «impegnato in prima persona per la realizzazione di importanti opere pubbliche come la costruzione del nuovo cimitero nel 1927, e la ricostruzione, dal 1927 al 1929, della nuova parrocchia di San Gabriele Arcangelo, dichiarata pericolante qualche anno prima dal Genio civile di Cagliari». Questo a significare il modo di essere nel paese di Raimondo Bonu «per 31 anni parroco in Barbagia e grande studioso della realtà sarda». Oltre che a Tonara fu a Gadoni ed Aritzo. Al parroco Bonu i parrocchiani si rivolgevano spesso per chiedere consigli. Avevano problemi da dipanare, questioni da risolvere, cause da trattare. Ed egli, dotato di acutezza d'intuito e di forza d'intelligenza, non trovava difficoltà ad indicare la soluzione più adatta, da uomo sempre rispettoso della legge. Le sue omelie, calde e ricche, non avevano altro riguardo che indicare all'uomo il tracciato della legge di Dio: il cuore dei santi è nella legge di Dio». Questo, a grandi linee, il tema svolto al convegno da don Ignazio Serra, parroco di Siamaggiore, nell'oristanese. Ha tracciato un profilo biografico di Bonu, argomento tra l'altro della sua tesi di laurea e suo nume ispiratore. Il parroco Bonu continua ad essere mediatore tra alta e bassa cultura, raccoglitore e divulgatore, come lo furono per esempio Raimondo Calvisi e pride Merche a Lodè, Siniscola, Oniferi e Orotelli. È un dato che pure emerge dal saggio su Bonu scritto per l'Archivio storico sardo da Giampiero Todini e ripubblicato nella monografia su Tonara. Todini, docente di diritto italiano all'università di Sassari, doveva essere tra i relatori al convegno. Motivi dell'ultim'ora glielo hanno impedito. Cosi come causa di forza maggiore è stata l'assenza di monsignor Ottorino Alberti, dovuto partire a Roma dopo la morte del papa. È toccato a Tito Orrù, direttore del Bollettino storico-bibliografico della facoltà di scienze politiche a Cagliari, fare allora tutta la parte storica. Orrù ha parlato delle due figure di tonaresi illustri di cui si è occupato anche Raimondo Bonu. Sono il giurista Vincenzo Cabras e suo nipote Antonio Raimondo Tore, arcivescovo di Cagliari dal 1837 al 1940. Indagare su questi e altri personaggi è riconoscere la sapienza del cuore del sacerdote «che a tutti può ripetere con Sant'Agostino: ama molto l'intelligenza». Ancora: «Saper pensare è la premessa del saper amare. Saper amare è il fondamento del saper agire». Rileva Gabriele Casula nel libro su 'Tonara", che durante il fascismo Raimondo Bonu non dette segni di adesione al regime. Neppure si schierò contro. Gli interessava altro. «Forse una scelta obbligata per sottrarsi al controllo, non già delle autorità religiose, quanto di quelle statali che non gli avrebbero mai permesso di scrivere e commentare i delicati momenti della vita tonarese del primo dopoguerra». C'è in Bonu un'intelligenza del fare, la prudenza come metodo. Si laureò alla facoltà teologica di Cagliari nel 1917, un anno dopo l'ordinazione sacerdotale, con una tesi, interamente scritta in latino, su Tobia, padre e figlio, personaggi biblici. Vi si parla della banalità del bene e della provvidenza divina, forse la stessa che salvò dalla malaria il ragazzo Bonu, studioso appassionato che tale rimase per sempre. Dopo i trent'anni e passa di apostolato barbaricino, insegnò al seminario di Oristano, dal 1947 al 1966. «Apprezzato e ricercato dagli studenti, come storico, guida allo studio, quante tesi di laurea sono nate sotto la sua regia!». Lo ricordano come 'uomo del dialogo, volitivo, intraprendente". Conservò sempre i tratti comportamentali di quando, agli inizi del suo ministero a Tonara, la gente lo chiamava bonariamente 's'arrettoreddu". Non smise mai di cercare. In questo era molto paziente. 'La ricerca ha pari dignità della preghiera", sosteneva. Fece l'archeologo. Su questo affascinante tratto della sua personalità si è soffermata al convegno tonarese Maria Ausilia Fadda, anche lei di Ortueri, soprintendente archeologico della provincia di Nuoro. Quando studiava al liceo, Maria Ausilia Fadda ebbe, come professore di latino e greco, Antonio, fratello di Raimondo. Sembra di tessere un romanzo famigliare. Con grande competenza, commentando una serie di diapositive sugli scavi da lei diretti a Su Nuratze, 'alla periferia del centro urbano di Tonara", Maria Ausilia Fadda ha fatto vedere in che maniera bronzetti e navicelle votive siano tracce che accomunano, nello spirito della ricerca e dell'osservazione, i paesi a lacana del vasto mondo barbaricino e del Mandrolisai. La religiosità degli antichi, la vita quotidiana rilevata dalle orme del loro passare sulla terra, pietre e utensili, il minerale e il legno, nel segno di Bonu sono capaci di raccontare anche la modernità. Avendo Su Nuratze come referente, il Bonu archeologo, sostiene Gabriele Casula, «indica in Trochei, Intro Errios, Italà, Talaseri, Toneri, Arasulè o Aralusè i rioni e i villaggi che hanno via via vissuto i tonaresi nel corso dei secoli». In questo afflato, Bonu «ha osservato nuraghi, domus de janas, tombe, reperti vari, ha letto e interpretato iscrizioni». Parla delle migrazioni, tra Sei-Settecento, da Hispasulè, ricco villaggio tra Sorgono e Atzara, verso il luogo che costituirà il primo nucleo di Tonara. «Serietà di fonti e forma attraente, onestà letteraria e senso di comprensione umana accompagnano le centinaia di pagine" degli scritti di Bonu. Un dato di fatto lo rileva infine don Gianni Maccioni, attuale parroco di Tonara, intervenendo al dibattito. Non c'è ancora in paese una via intitolata a Raimondo Bonu.

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